Giovedì, 11 Marco, 2010

Brutte Storie: I Rivoltanti Romani – Wii

febbraio 18, 2010 da admin  

Brutte Storie: I Rivoltanti Romani

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Quanti videogiochi hanno cercato di proporre un sistema di gioco divertente e ben fatto, ma che cercasse anche nel contempo di insegnare qualcosa a qualcuno? Se in questo momento non vi sovviene nulla, non preoccupatevi; Brutte Storie: I Rivoltanti Romani potrebbe anche essere per voi il primo titolo a provare tale rischiosa strada. Sviluppato interamente in Italia dai giovani Virtual Identity, il titolo, basato sulla serie di libri per ragazzi conosciuta col nome di “Brutte Storie”, permette di intraprendere un viaggio alquanto inusuale. Nei panni di un giovane schiavo di nome Rassimus, si scopre così l’antica Roma (più precisamente quella del periodo di Commodo 180-192 D.C.) e si affrontano prima di giungere all’agognato epilogo 32 prove di abilità, incentrate ovviamente sulle capacità “sensibili” del telecomando Wii. Combattimenti tra i gladiatori, quiz a sfondo storico e piccole perle giocose in perfetto stile Wii (quindi incentrate su scossoni da effettuare e puntamenti vari) riescono, grazie anche a uno stile davvero carico di fascino e a un doppiaggio in italiano di prim’ordine, ad ammaliare pupille e orecchie dei più piccini. I giocatori navigati, invece, non riusciranno sorvolare su una realizzazione tecnica forse fin troppo approssimativa e su una certa facilità di fondo. Le sensazioni con cui siamo tornati dalla nostra visita sono sicuramente positive. Il titolo di Virtual Identity è carismatico e pare davvero avere quel qualcosa in più rispetto alla massa dei prodotti mediocri per la console Nintendo. La licenza è stata sfruttata a dovere e dovrebbe garantire una visibilità non indifferente a questo titolo per famiglie. Sebbene, infatti, in Italia questo brand non sia famosissimo, in Inghilterra stanno già per partire una serie animata e un musical. L’appuntamento è fissato per il 22 maggio con una recensione di questo promettente titolo tutto italiano.


X-Men Le Origini: Wolverine – Wii

gennaio 30, 2010 da admin  

X-Men Le Origini: Wolverine

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Questo X-Men Le Origini: Wolverine non è riuscito nell’impresa di risultare un prodotto divertente e ben sviluppato, sia dagli occhi dei videogiocatori ammaliati dall’opera cinematografica (a cui ovviamente si ispira il prodotto griffato Activision), sia ai polpastrelli di tutti gli altri. Wolverine è uno dei personaggi Marvel più amati di sempre, e probabilmente il più carismatico. Conclusasi la trilogia cinematografica di X-Men, con grandissima gioia dei fan di tutto il mondo è stato annunciato X-Men Le Origini: Wolverine, uno spin-off interamente dedicato a Logan ed alle sue origini. Dietro a questo tie-in ad opera di Raven c’è un concetto tanto semplice quanto immediato: dare la possibilità al giocatore di sentire tutta la forza di Wolverine, e liberarla in spettacolari combattimenti. Nonostante il vecchio Logan possa vantare un fascino e un carisma unico, la sua avventura videoludica non riesce proprio ad entusiasmare, colpa di un comparto tecnico piuttosto mediocre e di un sistema di gioco fin troppo ripetitivo e, conseguentemente, presto noioso. La visuale è posizionata dietro le spalle del protagonista, la leva analogica ci consente di correre per i vari livelli di gioco, mentre i pulsanti “B” e “Z”, una volta premuti, ci permettono di tagliuzzare tutti i nemici presenti. Quando ci si trova fra le mani un gioco incentrato sul continuo combattimento, è difficile trovare una notevole varietà di situazioni giocose. Nonostante la presenza di qualche quick time event (incentrato sia sulla pressione di pulsanti, sia su dei precisi movimenti da eseguire con il Telecomando) e di un rudimentale sistema di accrescimento del personaggio, anche questa volta si finisce, nel giro di qualche ora, a sbagliare ferocemente. In conclusione questo Wolverine uscirebbe con le ossa rotte dallo scontro con un qualsivoglia  nemico. Poco divertente tecnicamente mediocre e davvero poco animalesco, povero Logan.

Anno: Crea un Nuovo Mondo – Wii

gennaio 30, 2010 da admin  

Anno: Crea un Nuovo Mondo

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Cosa fareste se vi trovereste nei panni di un anziano Re alle prese con una devastante siccità che ha portato i suoi sudditi alla fame più nera? Probabilmente mandereste i vostri giovani figli in spedizione, alla scoperta di nuove terre (più fertili delle vostre, possedimenti!) da coltivare, proprio come Re George nelle battute iniziali di Anno. Un gioco che, ve lo diciamo subito, ci ha stupito non poco, sia per lo spessore che mostra di possedere, sia per l’ottima interfaccia grafica, bella da vedere e comoda da usare. Ma torniamo a Re Georgia e ai suoi due figli, Edward e William. Quest’ultimo, ovvero quello gestito direttamente dal giocatore, è il più avveduto e accorto dei due, e una volta trovata un’isola sufficientemente fertile si ritrova a dover erigere un insediamento partendo da zero. Le prime costruzioni da piazzare sul terreno sono sicuramente le abitazioni private, che vanno collegate al magazzino delle scorte attraverso una rete stradale, un po’ come accadde in Sim City. Per costruire le case, però, servono oro e legname, e se il primo non manca grazie alle laute sovvenzioni di sua Maestà, il secondo finisce per esaurirsi piuttosto in fretta. Per ovviare al problema, basta però localizzare un’area ricoperta di alberi e stanziare una bella segheria perché il taglialegna cominci a darsi da fare, accumulando il legname richiesto. La fase di costruzione dei possedimenti è quasi ipnotica e tiene incollati allo schermo per buona parte del gioco. Battute finali un po’ fiacche. L’interfaccia di gioco è chiara, leggibile e facile da utilizzare, e funziona davvero a meraviglia. Ottimo anche il sistema di controllo delle navi. In conclusione un ottimo gioco strategico, che ha già una tradizione alle spalle u PC e che anche su Wii si comporta alla grande.

Tales of Symphonia: Dawn of the New World – Wii

gennaio 26, 2010 da admin  

Tales of Symphonia: Dawn of the New World

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Strain a volte I videogiocatori. Solitamente quando viene annunciato il seguito diretto di un “grande” titolo, specialmente se quest’ultimo è un gioco di ruolo nipponico, la gioia ricavata della notizia cede immediatamente il posto alla paura e, in casi, anche alla disperazione preventiva.

Il giocatore professionista (quello che passa ore con il telecomando, o con il DS stretto fra le mani, pretende infatti che il nuovo capitolo di una saga debba sia raggiungere l’obbiettivo di eguagliare la qualità dell’originale, sia riuscire nell’ardua impresa di ammodernare e/o innovare il vecchio impianto ludico, pur mantenendo al contempo un aspetto familiare e rassicurante.

Tales of Symphonia: Dawn of the New World, seguito del buon titolo uscito per la Game Cube, può essere considerate proprio come il canonico esempio lampante. Fortunatamente l’ultimo Gdr Namco Bandai è riuscito bene nell’impresa di superare il predecessore, risultando migliore sul piano narrative e anche su quello prettamente giocoso.

Un’ altra grande caratteristica della serie è data dalla presenza di ambientazioni suggestive e cariche di fascino. Tales of Symphonia: Dawn of the New World non tradisce le aspettative, anche se l’impatto visivo generale non sempre riesce a stupire l’occhio dei videogiocatori esperti. Qualche texture appare fin troppo slavata e in qualche circostanza, mentre girovagante ad esempio su di una landa verde smeraldo, potrebbe incappare anche in fastidiosi rallentamenti. Difetti di piccolo conto, oscurati tra l’altro da ottimi modelli poligonali e da animazioni davvero curate.

In conclusione un ottimo Gdr, pieno di personaggi ben caratterizzato e impreziosito da un divertente sistema di combattimento. Peccato per qualche “riciclo” di troppo.


Ju – On: Rancore – Wii

gennaio 24, 2010 da admin  

Ju – On: Rancore

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In termini astratti, Ju – On potrebbe anche sembrare un gioco interessante. Da una parte c’è una “sceneggiatura” già pronta, ereditata dall’omonimo film giapponese. Dall’altra c’è un sistema di controllo progettato attorno la telecomando Wii, che stando agli sviluppatori dovrebbe garantire un’esperienza più coinvolgente e quindi più “terrificante”. Peccato che Ju – On sia uno di quei giochi capaci di far paura solo per i motivi sbagliati.

Da dove cominciamo? Andiamo in ordine di “gravità”. La cornice. Posto che per i primi dieci minuti qualche piccolo sussulto il gioco è pure in grado di dispensarlo, i meccanismi preposti a generare ansia e paura nel giocatore sembrano funzionare sempre allo stesso modo, ovvero con il classico “boo!” che dovrebbe far sussultare e saltare sulla sedia: una mano che sbuca dal nulla e ci afferra il polso per qualche istante, il volto della solita bambina con gli occhi insanguinati che si materializza all’improvviso di fronte alla telecamera, un fantasma che attraversa la stanza placidamente per poi scagliarsi con rabbia verso il protagonista.

Insomma, c’è un abuso tale di questi espedienti de trasformare presto la paura in noia, il tutto ben prima che il capitolo iniziale volga al termite. In realtà, la colpa non è tutta della “cornice”, anzi. Il vero problema di Ju – On è che il gioco vero e proprio non funziona. Trascinarsi per le stanze a velocità “brandipo in letargo” non è affatto divertente. E nemmeno raccogliere chiavi arrugginite e batterie. L’idea è buona, ma giusto quella.

La torcia sembra dotata di vita propria, visto che decide da sola quale sia lo scenario da illuminare. In conclusione nemmeno un’adorazione totale nei confronti del film può salvare questo “gioco” dal posto in cui merita di stare: nel dimenticatoio più totale.

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